La mesta storia della dama di Challant

Ogni volta è la stessa storia. Allorché un giovane aitante e di bell’aspetto si palesa nella corte del castello de Verretio, la dama cinerea s’avvicina al pozzo e scioglie i capelli.

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«Siete voi, mio amato conte?»

«Fatevi guardare… sì, dovete essere proprio voi…»

«Or dunque, avvicinatevi e attingete dalle mie labbra ciò che vi è stato tolto».

«Non capite ch’io sono giovane, inesperta e assai sola? Con facilità perdo la testa per molti…».

La grata del pozzo, quasi in risposta, cigola sinistramente.

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«Perché? Perché vi ostinate a reclamare un cuore che non é più per voi? Non sentivate ragioni quella sera. Cos’altro potevo fare, per spingere il vostro cuore al silenzio, se non far sì che la terra, per tramite della furia del mio buon Pietro, si prendesse cura di voi?»

«Ebbene, raggiungetemi accanto al pozzo e lasciatevi baciare affinché la vostra sete si plachi».

«Ma che questo sia l’unico, l’ultimo bacio che riceverete».

Poi volge lo sguardo oltre la grata, nel profondo.

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«E a voi Roberto, Roberto mio, cosa ho mai fatto! Vi amavo, come nessun altro ho mai amato tanto…».

«Perché mi ripudiaste? Le male parole che faceste uscire sul mio conto, mi bruciarono l’animo e mi spinsero in altre braccia».

«Voi, da solo, decretaste la vostra fine, non io! Furono le vostre stesse parole ad arrotarsi nella vostra bocca strozzandovi».

Tende le braccia verso il visitatore che si sta avvicinando.

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«Ma voi, venite qui conte, orsù, raggiungetemi».

Abbraccia il giovane aitante e con occhi improvvisamente accesi di brace tenta di spingerlo nella bocca oscura del pozzo.

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«Conte… conte… conte!!!!»

Invece, le sue membra delicate lo trapassano e annaspano nel vuoto mentre l’aitante giovane, ignaro di quell’invisibile presenza, passa oltre.

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Così. per la rabbia, il dolore, lo spavento e l’improvvisa scoperta, la dama fantasma si getta nel pozzo e svanisce.

A volte, accostando l’orecchio al pozzo, pare si possa udire il suo grido, che si spegne in un tonfo nel buio profondo.

Ogni giorno, invariata e inascoltata, la mesta storia si ripete.

Francesco
Francesco Teruggi. Scrittore e ricercatore indipendente. Direttore delle collane "Malachite" e "Topazio" presso Giuliano Ladolfi Editore. Autore del saggio divulgativo "Il Graal e La Dea" (2012), del travel book "Deen Thaang - Il viaggiatore" (2014), dell'Ebook "Militum Christi - Templari, Cavalieri di Malta, ospitali, Madonne e sacralità antica tra novara e l'Ossola" (2014); co-autore del saggio "Mai Vivi Mai Morti". Presidente dell'Associazione Culturale triaSunt. Addetto Culturale S.O.G.IT - soccorso Ordine S. Giovanni Italia.
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