Il poeta del Verme Solitario

Giornalista della Stampa,poeta,esperto di musica e di vita. Ama il rosso sia sulle bandiere che nei bicchieri. Non corre il rischio di essere canonizzato“.

Questa è la presentazione che Marco Malvaldi, noto scrittore ( suoi sono i romanzi dei vecchietti del Barlume ) fa dell’homo ex machina del suo ultimo, godibilissimo romanzo “Buchi nella sabbia” edito da Sellerio. Opera di fantasia con personaggi di fantasia, è ciò che pensano tutti i lettori: niente affatto, questo poeta bohemien è realmente esistito, e Malvaldi non si è inventato praticamente nulla, descrivendolo come poeta, giornalista, etilista, anticonformista; il protagonista del romanzo è infatti Ernesto Ragazzoni, cusiano verace e uomo veramente straordinario.

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Nato nel 1870 a Orta da famiglia della buona borghesia (il padre è ufficiale dell’esercito e proprietario terriero in quel di Barengo), Ernesto, primo di cinque fratelli, si diploma ragioniere al Mossotti di Novara. Lavora alla Banca Popolare di Novara, ma si trasferisce presto a Torino per impiegarsi nelle ferrovie. Comincia a scrivere racconti e poesie e a collaborare con alcune riviste. Viene notato da Alfredo Frassati  (padre del beato PierGiorgio e nonno del giornalista Jas Gawronski), senatore, direttore e proprietario del quotidiano La Stampa. Frassati assume Ernesto Ragazzoni al suo giornale, ove rimarrà come redattore per 18 anni. Muore a Torino, di cirrosi  epatica, il 5 gennaio 1920.

Uomo veramente di spirito libero e anarchicheggiante, Ragazzoni non si adattava ai canoni sia dell’obbedienza che dell’ eleganza; il nipote Giovanni ricordava che “quando gli dolevano i piedi andava in giro in pantofole e, in pantofole, si recava alle prime teatrali e a tenere conferenze“.

Famose anche le sue apparizioni a serate di gala indossando cravatte di carta e innumerevoli i suoi licenziamenti per insubordinazione da parte del Frassati, che regolarmente lo riassumeva alla Stampa il giorno seguente. Era maestro nell’arte del non scrivere, nell’immaginare e declamare poesie senza pubblicarle, tanto che alcune sue composizioni più famose furono tramandate solo oralmente e in seguito raccolte in volumetti  (“Poesie” a cura di Arrigo Cajumi,Torino 1927).
La poesia del Ragazzoni era il suo modo dissacrante di contestare la poesia aulica dei contemporanei (per questo fo osteggiato da Eugenio Montale).

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Il titolo stesso del romanzo di Malvaldi è tratto da una ballata del Ragazzoni:
C’è chi taglia e cuce braghe,
Chi i leoni addestra  in gabbia,
Chi cattura le lumache,
Io fo i buchi sulla sabbia…

Curiosamente pochi giorni fa sul quotidiano “La Repubblica” il noto giornalista Eugenio Scalfari, commentando l’incontro Merkel – Renzi, citava un lungo pezzo di questa ballata del poeta ortese che “…descrive molto bene quello che spesso accade a chi non ama il potere e si contenta di quel poco che può fare -appunto i buchi nella sabbia- per ingannare il tempo che passa e vola via: a volte poche rime chiariscono molte cose…“.

Dopo un secolo,le poesie disprezzare da Montale possono essere ancora di insegnamento e guida per noi!

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La più  famosa delle sue ballate è certamente  l’Elegia del Verme Solitario:

Solo è  Allah nel Paradiso
Del profeta Maometto,
Solo è il naso in mezzo al viso,
Solo è il celibe nel letto,
Ma nessun, da Polo a Polo,
Come me su globo è solo,
Né mai fu, per quanto germe
Ebbe lume del lunario,
Perch’io solo sono il verme
Lungo verme
Cupo verme
Cieco verme
Bieco verme
Triste verme
Solitario.


 

Su youtube si può ascoltare questa ed altre operette di Ragazzoni recitate da Vittorio Gassman  e Davide Riondino.

Nella poesia ” Il mio funerale” aveva anche scritto la sua epigrafe:

Qui giace Ernesto Ragazzoni d’Orta
D’esser vivo non gi importa.

Pietro
Laureato in ingegneria meccanica al Politecnico di Torino, per parecchi anni è stato dirigente di azienda. In seguito ha messo a frutto la sua passione per i viaggi divenendo imprenditore nel settore del turismo. Ha visitato molti paesi per lavoro e per diletto. Ritiratosi da ogni attività, coltiva tuttora la passione per i viaggi e per la scrittura.
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