MAPPA MONDI – Storia della carte geografiche (prima parte)

Sippar era una antica città babilonese  – oggi vi sorge un sobborgo  di Bagdad – ove un gruppo di assirologi inglesi finanziò nel 1881 una campagna di scavi, durata 18 mesi, dell’archeologo Hormuzd Rassam, con lo scopo di trovare tavolette che confermassero il racconto biblico del diluvio universale. Rassam  fu molto fortunato, poiché di tavolette ne scoprì quasi 70.000, risalenti a circa 2500 anni fa, che furono inviate al British Museum di Londra. Rassam non sapeva leggere la scrittura cuneiforme, e solo alla fine di quel secolo gli studiosi inglesi decifrarono  una particolare tavoletta, confusa tra le migliaia portate alla luce da Rassam, stipate nei magazzini del museo, sfuggita per anni a tutti ma di grandissima importanza. Oggi questo reperto è  esposto al pubblico del British Museum con la targa che recita: “La mappa babilonese del mondo”.

Fonte: Wikipedia.org

È la prima carta geografica che si conosca.
È il più antico manufatto giunto a noi che offre una rappresentazione aerea del mondo in pianta, una vista della terra dall’alto.
La mappa è il costituita da due anelli concentrici con otto triangoli intorno e altri rettangoli: l’anello esterno è l’Oceano, quello interno l’Eufrate, il rettangolo centrale rappresenta Babilonia, i piccoli cerchi sono altre città e regioni, i triangoli all’ esterno del grande anello (il cosiddetto mare salato) sono luoghi e terre lontane e forse mitiche. Il testo cuneiforme esplicativo è inciso nella parte superiore e sul retro della tavoletta.

Fonte: Wikipedia.org

Non sappiamo perché e per chi è per stato disegnata la mappa. Ma questa piccola tavoletta d’argilla ci parla di un bisogno essenziale che l’uomo ha sempre avuto: dare un ordine e una struttura allo spazio. E oggi sappiamo che quasi tre millenni prima dei viaggi spaziali, a Babilonia c’era già un’immagine della terra vista dall’alto. Ma qui troviamo espressa anche un’altra tendenza dell’uomo: rappresentare il mondo adattandolo al proprio sguardo, alla propria cultura; la tavoletta ci dice: “questo è il mondo,il mondo è  Babilonia“.

L’impulso a disegnare una mappa è un istinto umano fondamentale: serve ad appropriarsi del territorio, ad orientarsi. Gli psicologi chiamano questa attività “marcatura cognitiva”, ed essa consente di acquisire, catalogare e richiamare informazioni sul nostro ambiente spaziale.
Narrare una storia delle mappe è narrare la storia dell’ uomo e del suo ambiente, ed è quello che vedremo nei prossimi post.


Testo di Pietro Teruggi

Fotografie tratte da Wikipedia.org

Pietro
Laureato in ingegneria meccanica al Politecnico di Torino, per parecchi anni è stato dirigente di azienda. In seguito ha messo a frutto la sua passione per i viaggi divenendo imprenditore nel settore del turismo. Ha visitato molti paesi per lavoro e per diletto. Ritiratosi da ogni attività, coltiva tuttora la passione per i viaggi e per la scrittura.
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