La fotografia può essere neutrale?

Uno scatto fotografico può essere neutrale, cioè trasmettere una situazione senza condizionare l’opinione di chi la guarda?
Secondo lo scrittore e giornalista nigeriano Cole Teye la risposta é negativa. Le sue opinioni le ha espresse in un articolo pubblicato sul New York Times, dal titolo molto chiaro e significativo: “Against neutrality” (contro la neutralità).
Per tutti coloro che amano questa arte, riportiamo di seguito alcune parti di questo articolo per meglio chiarire il punto di vista dell’autore: si può essere d’accordo oppure no, ma l’importante é che si prenda coscienza di questo aspetto e si impari a “leggere” le fotografie con rispetto e intelligenza.

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“La fotografia e le parole arrivano contemporaneamente. Si garantiscono a vicenda. Crediamo di più alle parole perché la fotografia le conferma, e ci fidiamo della fotografia perché ci fidiamo delle parole. Inoltre,ognuna orienta l’interpretazione: una fotografia di guerra, per esempio, può rendere accettabile una situazione disperata, così come un articolo su uno scandalo può fare apparire patetico il politico rappresentato nella foto. Ma, a differenza delle parole, spesso le immagini sono ritenute neutrali… Una fotografia può mascherare l’astuzia della scelta della immagine e del suo contenuto”.

“[…] La macchina fotografica é uno strumento di trasformazione. Può rendere ciò che vede più bello, più raccapricciante, più leggero o più drammatico, continuando a insistere sull’ assoluto realismo della sua rappresentazione. Ecco che cosa intendeva Brecht, nel 1931, quando scriveva: –La macchina fotografica è  capace di mentire quanto la macchina da scrivere-“.

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“[…] La fotografia che documenta la guerra, il pregiudizio, l’odio e la violenza persegue una ottusa neutralità a spese di una autentica imparzialità. Troppo spesso le parole che leggiamo sui nostri giornali ci portano dritte al punto, mentre le fotografie, abituate a una certa sicurezza, si tirano indietro”.

Pietro
Laureato in ingegneria meccanica al Politecnico di Torino, per parecchi anni è stato dirigente di azienda. In seguito ha messo a frutto la sua passione per i viaggi divenendo imprenditore nel settore del turismo. Ha visitato molti paesi per lavoro e per diletto. Ritiratosi da ogni attività, coltiva tuttora la passione per i viaggi e per la scrittura.
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