Diavolo d’uno spartito!

Diavolo d’uno spartito!

 Le piccole leggende locali, tramandate da generazioni e sussurrate dai nonni ai nipoti, dai genitori ai figli nelle fredde notti d’inverno e in quelle della calura estiva, sono piccoli scrigni di saggezza, sorgenti di misteri, che custodiscono, a volte, inattese verità.

Così lo spartito innominabile di cui si vociava da sempre nelle campagne di Lucedio, nel vercellese, finì per materializzarsi nel 1999 tra i muri fatiscenti di un santuario in rovina. Non era proprio dove le storie l’avevano collocato, ma era di sicuro una partitura musicale.

spardiav7g

Provate a suonarla… è tutta un su e giù di note sconclusionate. Somiglia sì, da vicino, ad un qualche canone, ma è qualcosa che l’orecchio non riesce ad ascoltare. Se non vi manca il coraggio e non siete troppo superstiziosi, potreste perfino tentare di eseguire quella musica al contrario, sperando di non liberare per sbaglio il demone che essa tiene – si racconta – imprigionato. Ma neppure così ne caverete di certo una sinfonia accettabile.

spardiav6g

No, non vi troverete il “diabolus in musica”, il tritono che già aveva fatto storcere il naso a Guido d’Arezzo, per poi far pensare che Paganini, suo cultore, avesse stretto un patto con Lucifero e infine trillare negli incubi di Giuseppe Tartini, nelle visioni infernali di Liszt e nei sabba di Berlioz.

È soltanto un’irritante cacofonia.

spardiav5g

Tant’é che, secondo una studiosa locale, il vero senso andrebbe cercato non già nell’esecuzione, ma nell’appropriata sostituzione delle note con le lettere corrispondenti (a patto di conoscere la chiave di cifratura).

Sembra che tutto sia cominciato quando il diavolo in persona aveva deciso di palesarsi, secoli fa, in queste piane. Evocato nel 1684 durante un sabba stregonesco nel vicino cimitero di Darola, avrebbe circuito le monache della vicina abbazia di Lucedio, le quali si sarebbero date, insieme ai monaci a lussuria e lascivie senza fine, testimoniate perfino da una colonna della sala capitolare, che ancora oggi “piange” per tutte le mostruosità cui suo malgrado ha dovuto assistere…

spardiav4g

Ci sarebbero voluti 100 anni esatti e la mano ferma di Papa Pio VI per porre fine a tali empietà.

Ma intanto, il diavolo andava fermato. Ecco dunque la “magica soluzione”: fu ricavata una cripta sotto il santuario della Madonna delle Vigne. In essa furono poste in cerchio sui loro scranni le mummie di dodici monaci. Infine fu composta l’innominabile musica ed eseguita mentre si attirava il Signore delle Tenebre fra quei muri ottagonali.

spardiav3g

Voilà! Satana finì imprigionato nella cripta, ben sorvegliato dai cadaveri conventuali.

Qui, però, sempre ammesso che la leggenda non sia solo una storiella per bambini… qualcosa stona. Gli stessi suoni che avevano costretto il demonio in catene, suonati al contrario, l’avrebbero liberato. Perciò, per assicurarsi che non potesse accadere, pensarono niente meno che… di dipingere con dovizia di dettagli lo spartito nella chiesa, laddove chiunque l’avrebbe potuto vedere, sul leggìo di un inesistente – e invitante – organo!

spardiav2g

Pare che il fantasma di un monaco – che stenta a trapassare forse perché non si capacita di una cosa simile – si scorga spesso tra le nebbie fitte che aleggiano nei dintorni, soprattutto nelle buie giornate invernali…

spardiav1g

Indubitabile, per altro, è il fascino enigmatico del santuario ottagonale, ormai fatiscente, che continua a mostrare i resti degli sfarzi del tempo andato. Di cripte al di sotto nessuna traccia, se non quelle lasciate dagli incauti cercatori che hanno butterato invano il già malandato pavimento.

D giorno e di notte l’inconsueto ottagono, baluardo contro i demoni lussuriosi, si erge silenzioso nella boscaglia e continua a serbare il suo segreto.

 

Francesco
Francesco Teruggi. Scrittore e ricercatore indipendente. Direttore delle collane "Malachite" e "Topazio" presso Giuliano Ladolfi Editore. Autore del saggio divulgativo "Il Graal e La Dea" (2012), del travel book "Deen Thaang - Il viaggiatore" (2014), dell'Ebook "Militum Christi - Templari, Cavalieri di Malta, ospitali, Madonne e sacralità antica tra novara e l'Ossola" (2014); co-autore del saggio "Mai Vivi Mai Morti". Presidente dell'Associazione Culturale triaSunt. Addetto Culturale S.O.G.IT - soccorso Ordine S. Giovanni Italia.
---
FONDATORE DI GRIOTS - STORIE SOTTO I BAOBAB
Francesco on FacebookFrancesco on GoogleFrancesco on LinkedinFrancesco on Twitter

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*