Il nido dell’utopia (+VIDEO)

Il nido dell’utopia (+VIDEO)

Era venuto il terremoto, in quella gelida mattina di febbraio del 1887 e si era portato via tutto. Gli abitanti avevano fatto appena in tempo a fuggire, dopo la prima scossa. Non erano ancora risaliti a Bussana, quando due nuove scosse la rasero al suolo. Ogni muro, casa, chiesa crollò, mentre il mare si riversava in onde portentose giù sulla costa.

Non ne soffrì soltanto il castello, che era già da molto tempo un rudere.

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Nei decenni successivi, piante, alberi e sterpaglie furono gli unici inquilini del millenario villaggio abbandonato. Chiusi tutti gli accessi, nessuno poteva (e neppur voleva!) più salire fino al borgo devastato.

Furono il coraggio e la determinazione della neonata Comunità Internazionale degli Artisti qui fondata negli anni 60 a risollevare Bussana dalle macerie. Lentamente la recuperarono e ricostruirono. Al primo gruppo si aggiunsero artisti dalla Francia, dall’Inghilterra, dalla Germania, dall’Austria e dall’Olanda.

I mezzi erano pochi, le risorse anche, ma l’utopia prese forma.

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Si vaga in uno strano silenzio tra i vicoli di questo immane rudere. Le parole quasi si perdono.

Gli archi scheletrici che una volta reggevano solette e piani d’abitazione, incombono sui passi del visitatore. Sprazzi di luce si alternano a cortili ombrosi e atelier ricavati nelle vecchie botteghe e nelle stalle.

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Vani scuri si aprono qui e là come orbite vuote e cieche che scrutano un tempo lontano.

Quando ci si affaccia al pesante cancello ben chiuso che impedisce l’accesso alla diroccata parrocchiale, tra le arcate ormai vuote e i brandelli di affrescature, ancora sembra di sentire le grida disperate di chi si trovava al suo interno quando la terra aveva tremato.

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I pallidi raggi di sole che filtrano dalle vistose crepe nei muri, risollevano la polvere del terremoto dai pavimenti divelti.

Qui e là, le ombrellifere leggere, che si levano fra mucchi di sassi e mattoni, vigilano sul “piccolo popolo” di pittori, scultori, musicisti, attori o di semplici comparse che si attarda fra i muri e le case pericolanti.

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Una ceramica, un dipinto, un bidone, una carcassa d’auto, un muro che si sgretola o un intaglio fatto di proposito in un pezzo di legno, una finestra dai vetri colorati, pezzi di quella ch’era una bottiglia di vetro sparsi a terra, una croce di ferro, un pezzo di rete mangiato dalla ruggine: a Bussana tutto è artisticità. E niente lo è. Nulla è come sembra…

Francesco
Francesco Teruggi. Scrittore e ricercatore indipendente. Direttore delle collane "Malachite" e "Topazio" presso Giuliano Ladolfi Editore. Autore del saggio divulgativo "Il Graal e La Dea" (2012), del travel book "Deen Thaang - Il viaggiatore" (2014), dell'Ebook "Militum Christi - Templari, Cavalieri di Malta, ospitali, Madonne e sacralità antica tra novara e l'Ossola" (2014); co-autore del saggio "Mai Vivi Mai Morti". Presidente dell'Associazione Culturale triaSunt. Addetto Culturale S.O.G.IT - soccorso Ordine S. Giovanni Italia.
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