In viaggio a Micene

Micene è una antichissima città greca, nel mezzo del Peloponneso.
Qui storia e mito si intrecciano profondamente.
La storia ci narra di una grande civiltà  sviluppatasi tra il 2000 e il 1200 a.C.; la città aveva un forte potere militare ed economico e la civiltà micenea  fu culla della cultura greca dell’età classica.
Il mito ci parla di un suo grande re, Agamennone, fratello di Menelao re di Sparta a cui fu rapita la moglie Elena: da questo episodio la guerra di Troia, che Omero raccontò nell’Iliade.


Andiamo dunque a vedere ciò che resta oggi di questo importantissimo sito archeologico.
La visita inizia dal piccolo museo che, ai piedi della collina, ospita parte dei reperti ritrovati e alcune ricostruzioni e pannelli che ci preparano all’escursione storica. Così al termine di una breve ascesa si entra nella rocca attraverso la Porta dei Leoni.


È questo l’accesso principale e monumentale alla città, chiamato così dai due leoni scolpiti simmetricamente ai lati di una colonna. Il massiccio architrave che supporta la scultura si calcola pesi circa 20 tonnellate. Le teste dei leoni sono mutilate, ma gli studiosi ritengono che fossero raffigurati non dei leoni, bensì delle leonesse. Il mito narra che le mura, costruite con massi veramente eccezionali, fossero state fatte dai Ciclopi, e per questo venne usata l’espressione “mura ciclopiche”. Questa Porta dei Leoni, che risale ad almeno 3300 anni fa, quante volta l’abbiamo vista sui libri di storia, nei documentari alla televisione, sulle guide turistiche! Ammirarla da vicino è un sogno, nascosto in fondo al cuore, che si realizza.


Fu Heinrich Schliemann, lo scopritore di Troia, che riportò alla luce nel 1879 la maggior parte di Micene. Nelle tombe, che trovò e scavò subito al di là della Porta, Schliemann recuperò gioielli, utensili, pettorali, armi, per un totale di 14 chili di oro compresa la famosa maschera erroneamente attribuita ad Agamennone.
Salviamo verso la sommità della rocca tramite una rampa in cemento, manufatto moderno di dubbio gusto anche se agevola il cammino del turista, e giungiamo al cosidetto Palazzo di Agamennone, circondati da un paesaggio di grande suggestione emotiva: millenni di storia e di cultura sono passati da qui.


A poche centinaia di metri dalla rocca di Micene si trova uno dei monumenti più interessanti di tutta la Grecia: la tomba cosiddetta di Atreo (il padre di Agamennone). In realtà non vi è alcuna certezza che sia stato Atreo a costruire questa tomba a tholos, che fu edificata nello stesso periodo della Porta dei Leoni, cioè 4 secoli prima della guerra di Troia. Preceduta da un lungo corridoio, la tholos è costituita da camera rotonda alta 13 metri, con una volta conica con pietre a mensola aggettanti: una falsa volta di grande bellezza.


Molto più a lungo si potrebbe parlare di questi luoghi suggestivi e carichi di storia, di arte e di cultura. Alcuni tra i miti più belli e conosciuti sono nati qui e l’emozione che si può provare nel ripercorrere le orme di quei grandi personaggi fanno di Micene un luogo quasi magico.


Testo e fotografie di Pietro Teruggi

Pietro
Laureato in ingegneria meccanica al Politecnico di Torino, per parecchi anni è stato dirigente di azienda. In seguito ha messo a frutto la sua passione per i viaggi divenendo imprenditore nel settore del turismo. Ha visitato molti paesi per lavoro e per diletto. Ritiratosi da ogni attività, coltiva tuttora la passione per i viaggi e per la scrittura.
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