Inle, il lago nel cuore del Myanmar

A quasi novecento metri di altitudine rispetto al mare, incastonato tra gli altipiani centrali del paese birmano, si stende placido il fiabesco Lago Inle, una vasta laguna con una superficie di circa 87 km quadrati, per nulla profondo (nella stagione piovosa non supera i 4 metri di profondità) ma ricco di vita.

È un ecosistema unico al mondo, inimitabile e irripetibile, le cui acque sono popolate da decine e decine di specie di pesci, molte delle quali esistenti solo qui.

La “gente del lago”, gli Itha, circa ottantamila persone, vive in case costruite su palafitte e si sposta solo su piccole barche a remi o su rumorosi motolancie.

Il dislivello delle acque tra la stagione secca e quella più piovosa è di più di un metro e mezzo, perciò le palafitte, autentici prodigi di ingegneria, che si ergono anche per diversi piani sono come sospese su lunghi ed esili pali di bamboo e sono costruite con il legno di teak. Il particolare clima e l’umidità riesce però a consumare anche questo robustissimo legno, così le abitazioni devono essere completamente ricostruite ogni dieci anni circa.

Altra meraviglia che coniuga la tecnica al profondo legame colmo di rispetto che questa gente ha con il lago, sono gli orti galleggianti da cui dipende gran parte del loro sostentamento. Li ricavano da uno strato di sterpaglie disposto sopra isole effimere di giunchi acquatici, a formare una trama fitta e indistruttibile, su cui gettano la terra preziosa in cui seminare.

Il pesce è l’altra preziosissima risorsa. I pescatori hanno una tecnica speciale per riuscire a pescare e a remare insieme: rimangono in equilibrio sulla piroga solo su una gamba, utilizzano l’altra per affondare il remo nei flutti e con le mani libere gettano le caratteristiche ceste coniche per poi risollevarle colme di pesce.


Testo di Francesco Teruggi

fotografie di Massimo Vella

Francesco
Francesco Teruggi. Scrittore e ricercatore indipendente. Direttore delle collane "Malachite" e "Topazio" presso Giuliano Ladolfi Editore. Autore del saggio divulgativo "Il Graal e La Dea" (2012), del travel book "Deen Thaang - Il viaggiatore" (2014), dell'Ebook "Militum Christi - Templari, Cavalieri di Malta, ospitali, Madonne e sacralità antica tra novara e l'Ossola" (2014); co-autore del saggio "Mai Vivi Mai Morti". Presidente dell'Associazione Culturale triaSunt. Addetto Culturale S.O.G.IT - soccorso Ordine S. Giovanni Italia.
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Massimo
Appassionato di viaggi, di ciclismo e di fotografia, da sempre viaggiatore per le strade del mondo, è instancabile cercatore di luoghi insoliti, incontaminati dove incontrare e conoscere gli altri popoli e le altre culture.

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