La città dei mostri

La tradizione narra che dove sorge l’odierna Praga, un tempo si trovasse una florida città, in cui abitava una cospicua comunità ebraica fin dall’epoca del Secondo Tempio, che andò poi distrutta. La città attuale fu fondata nel 730, ma solo un secolo più tardi una comunità ebraica fu nuovamente accettata tra le sue mura. Sempre secondo la leggenda, Praga fu fondata in seguito al sogno profetico della mitica principessa Libusa, che nel sonno vide, presso i boschi di Moldavia, un uomo intento ad erigere la soglia di una porta ed in quel luogo ordinò che si costruisse il nuovo insediamento. Prah significa infatti «soglia».

Golem1Il mito, la magia e la leggenda sono lo spirito e l’anima stessa di questa città, celebre per essere uno dei tre vertici del «triangolo della magia bianca» e assurta a capitale del Sacro Romano Impero nel 1535, per volere di Rodolfo II d’Asburgo. Il sovrano, che si era stabilito nella sua fortezza di Hradschin, radunò in pochi anni tra le mura praghesi, i più bizzarri personaggi di tutta l’Europa: maghi, scienziati, occultisti, astrologi, astronomi, alchimisti. Molti non erano che ciarlatani, ma raccolsero l’invito anche personaggi di spicco come Tycho Brahe , John Dee, il sedicente medium Edward Kelly, Keplero, Sendivogus e l’Arcimboldo. Lo stesso Rodolfo era un vero appassionato di esoterismo e di pratiche magiche, cui finì per dedicare tutto il proprio tempo, al punto di abdicare per il fratellastro Mattia un anno prima della sua morte, che sentiva ormai vicina. A questo sovrano, ritenuto folle anche dai suoi contemporanei, ma uomo di grande sapienza e temperanza, si deve la trasformazione dell’austera capitale imperiale in un vivace centro di cultura, in cui le scienze e le religioni più disparate si incrociavano, convivendo pacificamente. Passeggiando tra le vie e le piazze del centro storico di Praga, si respira ancora oggi quella stessa atmosfera magica e leggendaria, quasi una brezza che spira tra gli edifici gotici, barocchi, Art Nuveau e le creazioni neoclassiche di Stare Mesto, di Malastrana e di Josefov, dominate dal Castello e dalle guglie della Cattedrale di San Vito.

Golem2Praga è la città dei mostri. Vicoli stretti, portoni socchiusi, le acque gelide della Moldava, le pietre scure dei suoi edifici sono i loro nascondigli preferiti. La «creatura» più famosa è sicuramente il leggendario golem, la cui storia curiosamente ha addirittura un inquadramento cronologico preciso, il 1580. La comunità ebraica vive in pace nel quartiere di Josefov, a nord del Ponte Carlo, nella Città Vecchia, ma è continuamente messa sotto accusa da un sacerdote, Taddeo. Il rabbino capo, il saggio Rabbi Low, in risposta alle sue preghiere, riceve in sogno da Dio un comando: «Ata Bra Golem Dewuk Hachomer W’tigzar Zedim Chewel Torfe Jisrael» (Crea un Golem di argilla e annienta la marmaglia divoratrice di Ebrei). Segue l’ordine impartito dall’Altissimo e con la terra, le preghiere ed una pergamena, crea un essere di forma umana, che tiene al suo servizio, senza svelare da dove provenga. Ma questo essere pacifico necessita di continue attività da svolgere e quando, un venerdì, il rabbino si dimentica di lasciargli l’elenco delle faccende quotidiane, impazzisce, seminando distruzione per la città, fino a quando Rabbi Low non lo ferma. Tempo dopo, terminate le persecuzioni nei confronti della comunità ebraica, lo stesso rabbino, eseguendo al contrario il rito con cui lo ha creato, provvede a distruggere il golem. Secondo qualcuno le lapidi spezzate, sconnesse e coperte di muschio del suggestivo, quanto sinistro, cimitero di Praga sono la testimonianza dell’opera distruttiva della «creatura». Tra le altre tombe, le più visitate sono proprio quella di Rabbi Low, il cui nome completo è Jehuda Low ben Bezalel e quella di Kafka. La sinagoga detta Nuova Vecchia Sinagoga, il più antico edificio ebraico europeo, dalle architetture austere, nella cui soffitta il golem prese vita, è a pochi passi.

Golem3A Praga ogni occasione è buona per raccontare storie strane e misteriose, anche davanti ad un piatto di arrosto fumante e ad una birra densa e scura.

Ma guai a non pagare il conto o peggio a lamentarsi del prezzo. Si rischia di fare la fine del dottor Faust, che abitava in Karlovo Namesti. Fece un patto col diavolo e gli promise l’anima, ma quando il Maligno venne ad esigere quanto dovuto, egli si rifiutò. Il mattino dopo la casa aveva il tetto squarciato. E del dottor Faust non si seppe più nulla.

Francesco
Francesco Teruggi. Scrittore e ricercatore indipendente. Direttore delle collane "Malachite" e "Topazio" presso Giuliano Ladolfi Editore. Autore del saggio divulgativo "Il Graal e La Dea" (2012), del travel book "Deen Thaang - Il viaggiatore" (2014), dell'Ebook "Militum Christi - Templari, Cavalieri di Malta, ospitali, Madonne e sacralità antica tra novara e l'Ossola" (2014); co-autore del saggio "Mai Vivi Mai Morti". Presidente dell'Associazione Culturale triaSunt. Addetto Culturale S.O.G.IT - soccorso Ordine S. Giovanni Italia.
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