La nera signora di Einsedeln

Il più importante luogo di culto mariano svizzero è Einsiedeln, non lontano dal Lago di Sihl, nel canton Svicco, millenaria abbazia in cui si venera una Vergine Nera. La sua storia comincia circa mille anni fa, con i primi “einsiedler“ (letteralmente “eremiti“) che si stabilirono nella foresta omonima al seguito di Meinrado.

Il futuro santo, dopo aver preso i voti a Reichenau e dopo diversi anni di insegnamento a Zurigo, nell’anno 830 aveva chiesto e ottenuto dai suoi superiori benedettini di potersi stabilire nel folto del bosco, per dedicarsi con ancora maggior zelo alla vita ascetica e contemplativa.

Non è un mistero che, dove oggi sorge il complesso monastico, dovesse trovarsi un qualche luogo sacro pagano. E del resto la stessa figura del santo fondatore e le sue vicende sono intrise di elementi che richiamano un passato non cristiano.

I due corvi che Meinrado avrebbe sottratto alla furia di un rapace e che gli furono accanto per tutto il resto della sua breve vita, sono infatti un chiaro richiamo ai due volatili che si accompagnavano al dio nordico Odino e al suo omologo celtico Lug. Il loro salvataggio nasconde senz’altro altri indizi e sembra proprio riferibile a simboli e segni di una sapienza nascosta.

Anche la fine violenta di Meinrado, ucciso da due briganti convinti che custodisse un tesoro, ricorda un’uccisione rituale, un sacrificio in nome di una ricchezza di certo non materiale.

Altri lo seguirono presto, insediandosi presso la cappella che aveva edificato nella foresta, in cui era custodita un’antica statua romanica della Vergine. Intorno ad essa sorse così la prima comunità destinata in un secolo a diventare una grande abbazia e importante luogo di sosta lungo la diramazione elvetica della via Francigena.

La struttura attuale, così come la venerata immagine, non sono però più quelle originali.

La semplice dicola è diventata parte di una grande chiesa, di cui occupa il centro, eretta nel 1719 in sontuoso stile barocco ricco di stuccature dorate. La Vergine Nera è invece una pregevole scultura gotica del XV secolo, realizzata per sostituire l’effige originale andata distrutta in un incendio.

Nei secoli, innumerevoli sono i prodigi e i miracoli che questa Madonna ha elargito, non ultimo il répit o „doppia morte“, di cui sono attestati 51 casi.

Se poi si tratti realmente di una Madonna Nera è oggetto di discussione. La moderna statua era stata in origine concepita con la pelle chiara, ma furono i fedeli, durante i restauri nel XVIII secolo a chiedere a gran voce che i suoi lineamenti venissero scuriti. Dell’antica effige nulla si sa, invece, anche se la perdurante tradizione della Vergine Nera di Einsiedeln lascia supporre che fosse davvero scura, come l’ancestrale dea celtica che in quei luoghi, tanto tempo prima, i druidi avevano venerato. Il grande psichiatra e antropologo Carl Gustav Jung non aveva dubbi sulla identità celtica della Signora di Ensiedeln.


Testo di Francesco Teruggi

Fotografie di Massimo Vella

Francesco
Francesco Teruggi. Scrittore e ricercatore indipendente. Direttore delle collane "Malachite" e "Topazio" presso Giuliano Ladolfi Editore. Autore del saggio divulgativo "Il Graal e La Dea" (2012), del travel book "Deen Thaang - Il viaggiatore" (2014), dell'Ebook "Militum Christi - Templari, Cavalieri di Malta, ospitali, Madonne e sacralità antica tra novara e l'Ossola" (2014); co-autore del saggio "Mai Vivi Mai Morti". Presidente dell'Associazione Culturale triaSunt. Addetto Culturale S.O.G.IT - soccorso Ordine S. Giovanni Italia.
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Massimo
Appassionato di viaggi, di ciclismo e di fotografia, da sempre viaggiatore per le strade del mondo, è instancabile cercatore di luoghi insoliti, incontaminati dove incontrare e conoscere gli altri popoli e le altre culture.

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