Memorie di un viaggio in Giappone – 3° giorno

Ben ritrovati amici! Dopo mesi di studio intenso e una laurea appena conseguita, sono riuscita a tornare attiva sul mio piccolo blog. Sono passate alcune settimane dal mio racconto sul viaggio in Giappone, ma sono qui per continuarlo, così da farvi scoprire altre curiosità sul fantastico Paese del Sol Levante.

Oggi vi propongo il racconto del mio terzo giorno a Tokyo, in cui non vi parlerò di attrazioni da visitare, bensì di una giornata vissuta da studentessa giapponese tra le mura della Kanto High School. La cosa che ricordo con tanto divertimento è stato il nostro passaggio per i corridoi della scuola: i ragazzi giapponesi ci hanno accolti tra urla, schiamazzi e applausi come se fossimo dei VIP. Rido ancora al solo pensiero.

Tokyo, lunedì 27 gennaio 2014 – 3rd day

“Hajimemashite watashino namaewa Beatrice desu. Italia kara kimashita. Syumiwa shashin desu. Tanjobi wa ichi-gatsu muika desu. Doozo yoroshiku onegaishimasu.”

Questo è ciò che ho imparato oggi, la mia presentazione in giapponese che tradotta in italiano vorrebbe dire: “Piacere, mi chiamo Beatrice. Sono italiana. Il mio hobby è la fotografia. Il mio compleanno è il 6 gennaio. È un grande piacere conoscerti.”

Comunque, parto da inizio giornata… Sveglia alle 6:00, mi vesto e mi incammino con Yuka per prendere il treno ad Hachioji. Arrivo in stazione, passo il mio badge per entrare e noto subito una cosa: tutti sono in fila, in diverse postazioni, ad aspettare il treno. Nessuno fuori posto (impensabile per noi italiani), è fantastico!

Prendo il primo treno e mi immergo nel silenzio totale. Nessuno parla. Solo una voce, ad un certo punto, interrompe la quiete: è il capotreno che si scusa, in quanto il treno è in ritardo di 1 minuto. UN MINUTO E SI SCUSA!

Scendo dal treno e mi metto in fila per aspettarne un altro. Quando arriva, una folla esorbitante di persone cerca di salire spingendo, ovviamente in silenzio e in ordine. Mi trovo davanti a un muro di persone, ma con nonchalance Yuka sgomita qua e là e riesce a farmi salire. Per 40 minuti, mi ritrovo schiacciata fra giapponesi che dormono in piedi, giocano con il cellulare, portano la mascherina, ascoltano la musica o mi osservano, meravigliati dai miei grandi occhi. Tutto tace e io, stupita dal silenzio, decido di registrarlo (sì, ho registrato il silenzio dei treni giapponesi!).

Finito il secondo tragitto, prendo la metro e finalmente, dopo un’ora e quaranta di viaggio, arrivo a scuola. All’ingresso, alcuni ragazzi mi spruzzando dell’alcol sulle mani per disinfettarle, poi Yuka mi accompagna nell’aula riservata a noi studenti italiani. La mia mattinata l’ho vissuta tra chiacchierate con i professori e lezioni di educazione fisica e di giapponese. La lezione più bizzarra è stata, però, quella di storia che ho seguito nella classe di Yuka: partiamo dal fatto che ho capito lo 0,00% di ciò che è stato spiegato (in giapponese), proseguiamo dicendo che nessuno ha seguito la lezione per dormire tranquillamente sul banco o per parlare con il compagno (senza che la professoressa dicesse nulla!).

Dopo pranzo, io e gli altri ragazzi italiani ci rechiamo al Tokyo Metropolitan Government Building e saliamo al 45° piano (220 metri di altezza). Ammiriamo la meravigliosa panoramica e scattiamo qualche foto tutti insieme.

Torniamo subito a scuola per il “Welcome Party”, durante il quale i nostri amici giapponesi ci fanno fare un gioco sul Giappone e intonano una canzone nazionale con tanto di balletto. Dopodichè, siamo stati noi a proporre un gioco sull’Italia e qualche canzone. Abbiamo mangiato e chiacchierato fino a tardo pomeriggio, successivamente siamo tornati a casa per cenare (ho mangiato gamberetti al ketchup, vi lascio solo immaginare!).

Il Giappone è magnifico, mi sembra di vivere in un altro mondo! Ora vado a letto per cercare di dormire. Domani sveglia alle 7:00, ci aspettano l’Edo Tokyo Museum e il quartiere di Asakusa con il suo Senso-ji Temple.

Buon pomeriggio Italia e buonanotte a me. Oyasuminasai!

In questo momento, tanti ricordi riaffiorano nella mia mente e sorrido. Sorrido perchè mi sento fortunata: ho realizzato il sogno di andare in Giappone e ho vissuto questa esperienza non da turista, ma come una vera abitante del luogo. E fidatevi, questa è stata la cosa più bella del mio viaggio.

La mia esperienza in Giappone è ancora lunga. Continuate a seguirmi per scoprire le avventure di quello che è stato il mio giorno preferito a Tokyo. Vi aspetto e sayonara!


Testo e fotografie di Beatrice Denna

Beatrice

Viaggiatrice. Eterna sognatrice. Ambiziosa e ottimista. Innamorata del mondo. La fotografia è la sua passione. Le piace catturare i suoi attimi di vita. Non riesce a rinunciare al buon cibo. Adora provare sapori nuovi. Ama vivere e volare.


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