Sant’Orso e Il SATOR: l’oracolo di Saturno ad Aosta

Sant’Orso e Il SATOR: l’oracolo di Saturno ad Aosta

Era l’estate del 1999. Al termine degli scavi iniziati nel 1976, poco sotto il coro attuale della Collegiata di Sant’Orso ad Aosta fu scoperto, quasi per caso, il più incredibile e raro Sator circolare conosciuto. Non menzionato nei documenti, nè nelle tradizioni, fu un’autentica sorpresa.

L’intero complesso è uno scrigno di enigmi e di piccole grandi meraviglie. Ben quattro edifici furono costruiti uno sull’altro, spostando il centro sempre più verso sud, in modo da allinearli alla cripta, vero nucleo dell’insieme.

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In questo luogo doveva già esistere un edificio sacro nel IV-V secolo, poi affiancato da una chiesa tra il V e il VI secolo. Fu il vescovo Anselmo nel X sec. a procedere alla completa ricostruzione, ricavando anche la cripta primitiva.

Verosimilmente essa fu concepita per la venerazione dei resti tumulati sotto il coro attuale. Lo spazio antistante era per i fedeli raccolti in preghiera che potevano in qualche modo “vedere”, almeno simbolicamente, i “corpi santi” attraverso le due monofore e la bifora aperte nel muro divisorio.

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L’altare fu ricavato sopra un curioso dispositivo, un cunicolo aperto sui due lati, di assai probabili origini pre-cristiane, passando per il quale – si dice ancora oggi – le donne potessero ottenere “fertilità”.

Quante volte e in quale senso bisogna strisciare nel cunicolo? In quale momento?

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Il misterioso “vate” di Sant’Orso è quello mirabilmente rappresentato nel mosaico pavimentale del coro. Si dice sia Sansone nell’atto di squartare il leone o Ercole alle prese con il felino di Nemea. Ma più probabilmente è la fusione di miti che, pur diversi, inneggiano allo stesso nume: Saturno (il sator del quadrato magico) che “governa” una chimera, emblema del Capricorno (suo domicilio astrologico) e della regalità (il leone).

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I quattro “animali” mostruosi inseriti negli angoli del quadrato sono, altrettanto i “segni” astrologici che corrispondono ai suoi “momenti” più significativi (domicilio, caduta, esaltazione, esilio). Così, altrettanto, l’acrostico “sator arepo tenet opera rotas” tra la terza e la quarta circonferenza, celebra Saturno, chiarendo il suo oscuro significato: Saturno l’aratro regge le ruote dell’opera (universale). Saturno, il pianeta più esterno del sistema solare, quello che li “contiene” tutti, è il tempo ciclico, che separa, traccia il solco ed è il reggitore di tutti i cicli cosmici.

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Gli stessi cicli sono criptati in forme e figure simboliche negli affreschi ottoniani rinvenuti nel sottotetto e soprattutto nelle colonne e nei capitelli finemente scolpiti del chiostro annesso alla collegiata, prezioso esempio dell’arte romanica, realizzato, come la chiesa, da maestranze provenzali o lombarde, insomma dai misteriosi “comacini”, i millenari costruttori di cattedrali che si tramandavano tutti i segreti dell’arte di edificare i “luoghi alti”.

Qui, su ogni cosa veglia da sempre Saturno…


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Francesco
Francesco Teruggi. Scrittore e ricercatore indipendente. Direttore delle collane "Malachite" e "Topazio" presso Giuliano Ladolfi Editore. Autore del saggio divulgativo "Il Graal e La Dea" (2012), del travel book "Deen Thaang - Il viaggiatore" (2014), dell'Ebook "Militum Christi - Templari, Cavalieri di Malta, ospitali, Madonne e sacralità antica tra novara e l'Ossola" (2014); co-autore del saggio "Mai Vivi Mai Morti". Presidente dell'Associazione Culturale triaSunt. Addetto Culturale S.O.G.IT - soccorso Ordine S. Giovanni Italia.
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