What a Big Apple!

Ecco, dunque è questa la grande mela, The Big Apple, come la soprannominò per primo il popolare cronista sportivo John J. Fitz Gerald, negli anni Venti. L’insolito nomignolo ha scatenato soprattutto a partire dagli anni Settanta una vera e propria caccia al suo inventore. Ipotesi e teorie si sono susseguite a lungo, ma pare proprio che l’attribuzione sia certa. Fitz Gerald usò tale espressione per la prima volta in alcuni articoli scritti per il «New York Morning Telegraph». Sembra che l’avesse sentita da da due stallieri afroamericani, che la usavano per riferirsi all’ippodromo della city. Gli piacque e ne fece il nome della sua rubrica di corse di cavalli.

BigAppleYuri2Il soprannome è diventato così celebre che, negli anni Ottanta, la sfera luminosa di Capodanno fu sostituita con una a forma di mela. Negli anni successivi però si è preferito tornare alla «tradizione».

Ma il nomignolo fa ormai parte della città, immortalato in quel crocicchio tra la Cinquantaquattresima e la Brodway che il sindaco Rudolph Giuliani ribattezzò personalmente Big Apple Corner nel 1997.

BigAppleYuri1Verso l’Hudson e il New Jersey, traguardando trai palazzi si può vedere la Statua della Libertà che protende la fiaccola verso l’ingresso della baia. Ci sono andato in battello il giorno prima. E ci ritorno ogni volta che passo dalla Grande Mela, come se fosse una sorta di «tributo da versare». D’altra parte il panorama di Manhattan da Liberty Island è impagabile. La prima volta che ci andai le Torri Gemelle c’erano ancora, oggi il grattacielo più alto è di nuovo l’Empire State Building. Dall’anello alla base della sua guglia puntata verso il cielo, il panorama sulle vie di New York è tra i più interessanti, soprattutto quando scende il buio. La salita fino alla sommità è ancora una sfida podistica senza precedenti. Si chiama Run Up e la inventarono gli impiegati che ci lavoravano. Negli ultimi anni la competizione si è trasformata in una vera disciplina detta Vertical Sprint, con tappe in tutto il mondo: il «pirellone» a Milano, l’NSPPCC a Londra, il Parck Hotel a Berlino, la Torre de Collserola a Barcellona, il Messeturm a Basilea, The Stamford a Singapore, il Taipei 101 a Taiwan, la Sidney Tower in Australia.

BigAppleYuri4Da qui l’Empire State Building restituisce un’immagine quasi epica. Ogni angolo di Manhattan, ogni scorcio, ogni dettaglio dei suoi grattacieli fa tornare in mente un film diverso. Si percorre la Quinta a naso all’insù, come se l’Uomo Ragno dovesse spuntare da un momento all’altro appeso alla sua tela. Tribeca, Soho, Greenwich Village i quartieri più bohemien della città, cercano ancora di resistere con la loro atmosfera rilassata, i negozietti alla moda e i locali di jazz dove la sera si suona fino a tardi. Little Italy non esiste quasi più, ridotta a poche vie e quasi completamente assorbita da Chinatown.

BigAppleYuri3Poi, mentre continuo a percorrere la Quinta, mi cominciano a scorrere di fianco il grandi magazzini, gli immensi stores dei più noti marchi di abbigliamento ed elettronica del pianeta, la Cattedrale di San Patrizio. In fondo, New York si spalanca improvvisamente sul polmone verde di Central Park, quasi un miracolo naturale in mezzo ai palazzi.

BigAppleYuri5Prati ben tenuti, laghetti, angoli di bosco, gente in tenuta da jogging a qualunque ora, con le cuffie nelle orecchie e l’immancabile conta-passi, magari con cane ansimante al seguito, aspiranti musicisti che si esibiscono agli incroci dei sentieri e delle strade, uomini e donne d’affari che si concedono uno spuntino: ecco la vera New York, che qui si ritrova.

Francesco
Francesco Teruggi. Scrittore e ricercatore indipendente. Direttore delle collane "Malachite" e "Topazio" presso Giuliano Ladolfi Editore. Autore del saggio divulgativo "Il Graal e La Dea" (2012), del travel book "Deen Thaang - Il viaggiatore" (2014), dell'Ebook "Militum Christi - Templari, Cavalieri di Malta, ospitali, Madonne e sacralità antica tra novara e l'Ossola" (2014); co-autore del saggio "Mai Vivi Mai Morti". Presidente dell'Associazione Culturale triaSunt. Addetto Culturale S.O.G.IT - soccorso Ordine S. Giovanni Italia.
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