Ci hanno rubato anche l’Inno di Francia?

La ”  Marsigliese” è certamente uno dei più famosi e conosciuti inni nazionali.
I Francesi, che la cantano con passione in ogni occasione, ne raccontano la storia in questo modo.
Correva l’anno 1792. La Francia, nel pieno della sua Rivoluzione, aveva dichiarato guerra alla Prussia e all’Austria. Al poeta e compositore Rouget de Lisle, che faceva parte dell’Armata del Reno, fu chiesto dal sindaco di Strasburgo di comporre una marcia per l’esercito che sarebbe rientrato a Parigi. L’ispirazione, come raccontò il de Lisle, venne la sera del 25 aprile e in quella notte compose l’ “Inno di guerra dedicato al maresciallo Luckner” comandante dell’ Armata (ironia della sorte Luckner fu ghigliottinato due anni più tardi). Il giorno seguente Rouget lo cantò per la prima volta a casa del sindaco e la scena fu immortalata nel celebre dipinto di Isidore Pils, esposto al museo di Belle Arti di Strasburgo. Curiosamente, quando l’inno venne affisso poche ore dopo davanti al municipio della città, lo spartito non portava in calce la firma del compositore e questo ben presto fece sorgere dubbi sulla sua effettiva attribuzione. Comunque questo canto fu accolto con entusiasmo dai soldati e cantato dai volontari di Marsiglia che entrarono in Parigi nel luglio 1792, quando contribuirono alla caduta della monarchia. Da questo episodio il canto prese il nome di “Marsigliese ”  e divenne inno nazionale con decreto del compositore 14 luglio 1795.

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Questa è la storia che raccontano i Francesi, ma sembra proprio che le cose non stiano in questi termini. Come detto sopra, dubbi sulla paternità dell’inno erano sorti subito per la mancanza di firma sullo spartito e perché de Lisle raccontò di aver composto l’inno in una sola notte; c’è  inoltre da notare che a quell’epoca non esisteva il diritto d’autore e le scopiazzature erano molto frequenti. In passato qualche storico attribuì la composizione a Mozart per alcune somiglianze con un famoso tema del primo tempo del Concerto per pianoforte e orchestra K503, ma l’ipotesi non trovò molto credito.

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Il vero scoop musicale e storico lo ha fatto il maestro Guido Rimonda.
Il maestro Rimonda, piemontese di Saluzzo, direttore dell’orchestra Camerata Ducale di Vercelli, docente di violino al Conservatorio Cantelli di Novara, ha iniziato nel luglio 2012 un imponente progetto discografico per la Decca: 15 CD con l’integrale delle composizioni per violino e orchestra del grande ma poco conosciuto (in Italia…) compositore piemontese Giovan Battista Viotti. Nato a Fontanetto Po (VC) nel 1755, violinista, compositore, Viotti ebbe una vita molto avventurosa e suonò presso le più  grandi corti d’Europa, divenendo a Parigi  anche amico della regina Maria Antonietta. Il maestro Rimonda lo definisce “Il padre dei violinisti moderni “.

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Nel 1781 (ben undici anni prima della presunta nascita della Marsigliese del de Lisle), Viotti composte il “Tema e Variazione” per violino e orchestra. Il manoscritto,autografo e inedito,che porta la data del 3  marzo 1781, è  di proprietà dello stesso Rimonda, cultore di Viotti fin da ragazzo e padre anche del Viotti festival. Il brano in oggetto è  stato inserito dal maestro nel secondo CD Decca dedicato al compositore vercellese e contenente anche le prime registrazioni mondiali dei concerti 12 e 25. Due anni fa, quando fu pubblicato questo CD, finalmente si poté affermare che Rimonda aveva trovato il vero autore della Marsigliese: la musica non era di Rouget de Lisle, ma del vercellese  G. B. Viotti, che l’aveva composta 11 anni prima; e siccome Viotti e de Lisle avevano lo stesso editore, fu probabilmente proprio costui che passò al francese la composizione del nostro conterraneo.
In definitiva, sembra proprio che i cugini francesi ci abbiano scippato il loro inno nazionale. Ma allora quando canteranno la Vercellese invece della Marsigliese?

Francesco
Francesco Teruggi. Scrittore e ricercatore indipendente. Direttore delle collane "Malachite" e "Topazio" presso Giuliano Ladolfi Editore. Autore del saggio divulgativo "Il Graal e La Dea" (2012), del travel book "Deen Thaang - Il viaggiatore" (2014), dell'Ebook "Militum Christi - Templari, Cavalieri di Malta, ospitali, Madonne e sacralità antica tra novara e l'Ossola" (2014); co-autore del saggio "Mai Vivi Mai Morti". Presidente dell'Associazione Culturale triaSunt. Addetto Culturale S.O.G.IT - soccorso Ordine S. Giovanni Italia.
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Pietro
Laureato in ingegneria meccanica al Politecnico di Torino, per parecchi anni è stato dirigente di azienda. In seguito ha messo a frutto la sua passione per i viaggi divenendo imprenditore nel settore del turismo. Ha visitato molti paesi per lavoro e per diletto. Ritiratosi da ogni attività, coltiva tuttora la passione per i viaggi e per la scrittura.
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