Ellel! Ellel!

Quando la sera scende, accedendo di fuoco la terra rossa, le acque del grande fiume si acquietano. Il silenzio rotto dai grilli si abbandona alla maestà del firmamento e ogni cosa si dispone al meritato riposo. È l’ora del ricordo, degli spiriti e degli antenati.

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Tizzoni prendono a bruciare fra le capanne dei Peùl, nella boscaglia; l’odore del caglio avvolge le tende pesanti dei Tuareg.GospelYuriNw5

Allora, come accade dall’inizio del tempo, il mio padrone si accovaccia sotto l’arco di un vecchio neré, mi accoglie e mi riscalda, scioglie le mie tensioni e comincia a raccontare. Canta le gesta degli antenati, dei mitici Tellem discesi dal cielo, del grande dio d’acqua che ogni cosa crea e mantiene, dei doveri dell’uomo, della morigeratezza della donna, della morte e della vita. Da dove vengano le sue parole non si sa. A volte penso che le tragga dal mio vibrare, dalla coriacea pelle di bue di cui mi ha vestita o dalle corde tese sul mio corpo.GospelYuriNw6

Io sono figlia di ogni tribù, sono nata quando il mondo è nato e tutto ho musicato. Ma ogni volta mi stupisco della magia del griòt che fedelmente accompagno. Nel vento sabbioso o al riparo delle acacie, le sue parole diventano un canto che tutto avvolge. Qualcuno degli astanti allora si leva, piglia il suo djembé, viene a sedersi vicino al griòt e il suo tamburo diventa quello del cuore di ognuno di noi, che accelera, rallenta, esulta e spaura.GospelYuriNw4

Una donna si alza battendo le mani e unisce la sua voce a quella pacata del mio padrone. Un’altra più acuta le fa eco e trasforma il canto in un coro battente. Un giovane più discosto scatta in piedi, saltella, si abbandona a giravolte frenetiche intorno alle fiammme che sprizzano scintille. Così, mentre la luna ghignante strizza l’occhio al creato, tutt’intorno ogni cosa diventa le parole del griòt.GospelYuriNw7

Poi, tanto tempo fa è giunto l’uomo rubicondo. Molti sono stati strappati dai loro villaggi e mai più hanno visto né vedranno le fronde del nerè muoversi danzando alle parole del mio padrone.

Anche lui se lo sono portato via.GospelYuriNw1

Ha attraversato l’oceano infinito e da servo degli dei, è divenuto servo di chi il libro di Dio l’ha tradito e offeso. Ma non ha potuto tacere. Ha tratto dallo stridore delle catene la melodia che la sua povera kora non poteva più dargli, ha cercato nel buio del suo giaciglio la notte africana. GospelYuriNw3

Nuovi racconti e nuove storie si sono levate al cielo, ha fatto danze funebri dalle giravolte intorno al fuoco. Nulla si è perduto.

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L’alleluja che oggi declamate, ricordatelo, è quello stridulo e gutturale “Ellel” che, tanto tempo fa, si levava dai deserti e dalle savane dove cantavano i griòt.

Francesco
Francesco Teruggi. Scrittore e ricercatore indipendente. Direttore delle collane "Malachite" e "Topazio" presso Giuliano Ladolfi Editore. Autore del saggio divulgativo "Il Graal e La Dea" (2012), del travel book "Deen Thaang - Il viaggiatore" (2014), dell'Ebook "Militum Christi - Templari, Cavalieri di Malta, ospitali, Madonne e sacralità antica tra novara e l'Ossola" (2014); co-autore del saggio "Mai Vivi Mai Morti". Presidente dell'Associazione Culturale triaSunt. Addetto Culturale S.O.G.IT - soccorso Ordine S. Giovanni Italia.
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Yuri
Yuri Minghini è uno fotografo e stage photographer professionista. Si occupa soprattutto di fotografia musicale. E' fotografo ufficiale di: Vision Divine, Roberto Tiranti, Fabio Lione,Tommy Vitali e Nightglow. Ha fotografato artisti heavy metal di fama mondiale come White Skull, Jon Oliva (ex savatage), John Corabi e Therion.
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