Aveva gli occhi color del cielo

Clic.

Mamma!

Dove sei? È tanto buio qui…

AzzYuri6

Mammaaaaaa?

Non trovo più la mia palla, è caduta.

Ti prego, aiutami a ritrovarla.

AzzYuri5

Ho freddo, mammina: dove sei?

Oh! una candela… sei tu mamma cara?

Perché non rispondi?

Mamma sei tu?

Non correre via, aspettami!

Mamma! Dove sei?

AzzYuri4

Vuoi che giochiamo a nasconderello?

Ho freddo, tanto freddo…

E poi c’é un brutto silenzio.

AzzYuri7

Perché mi lasci sola? Non ti piacciono i miei capelli?

Me l’hai detto tu che sono speciali, bianchi come quelli di una bambola.

AzzYuri3

Ho paura mamma!

Sta venendo il temporale con i suoi brutti tuoni.

Farò la brava, te lo prometto.

Smetto di piangere, se vieni a prendermi.

Davvero!

AzzYuri2

Palla, pallina, torna qui da me!

Aspetta… ecco… ti ho presa!

Uh…

Aiuto!

Mamma cado, prendimi!!!

Clac.

AzzYuri1

Il caldo sole estivo di San Giovanni è tramontato dietro le montagne e dodici rintocchi di campana riempiono le sale del Castello di Montebello. Spengo il registratore. Gli ultimi suoni rimasti impressi sono un grido straziante, un tonfo sordo e il battito di un cuore che, lentamente, scompare.

Quando giunsero i due soldati, all’udire del suo urlo di bambina, era già troppo tardi. Guendalina, la piccola Guendalina dagli occhi azzurri come il cielo e i capelli candidi dai riflessi blu, era rotolata dalle scale cercando la sua palla, che era finita nel cunicolo della ghiacciaia.

Il suo corpo esanime giaceva nel buio.

AzzYuri0

La seppellirono in fretta e furia nel giardino, prima che qualcuno si accorgesse della loro negligenza. Il padron Ugolinuccio li avrebbe di certo puniti a morte se lo avesse scoperto.

Così, fu vanificato dall’incuria umana l’amore divino di una madre, che aveva protetto la sua bambina “figlia del diavolo”, tingendole di un nero azzurrino come i suoi occhi quei capelli bianchi – di certo un marchio del demonio – affinché la santa Inquisizione non stendesse su di lei la sua mano sudicia e abominevole.

La sua voce bambina ancora trasuda dalle mura umide del castello in cui, brevemente, visse.

Francesco
Francesco Teruggi. Scrittore e ricercatore indipendente. Direttore delle collane "Malachite" e "Topazio" presso Giuliano Ladolfi Editore. Autore del saggio divulgativo "Il Graal e La Dea" (2012), del travel book "Deen Thaang - Il viaggiatore" (2014), dell'Ebook "Militum Christi - Templari, Cavalieri di Malta, ospitali, Madonne e sacralità antica tra novara e l'Ossola" (2014); co-autore del saggio "Mai Vivi Mai Morti". Presidente dell'Associazione Culturale triaSunt. Addetto Culturale S.O.G.IT - soccorso Ordine S. Giovanni Italia.
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