Chagall: il sogno della fratellanza

Chagall aveva conosciuto Picasso a Parigi nel 1923, quando si era trasferito stabilmente nella Ville Lumiére, in cerca di nuova ispirazione. Da buon patriota, dopo un primo breve periodo sulle rive della Senna tra il 1912 e il 1914, con lo scoppio della guerra era tornato nella sua città natale bielorussa, Vitebsk, prendendo parte negli anni seguenti alla Rivoluzione.

Il gruppo dei Fauves e soprattutto quello cubista, radunati intorno a Montparnasse rappresentarono sempre il punto di riferimento di Moshe Zakharovich Chagalov (questo il suo vero nome) e lo accolsero con calore fin dall’inizio. Già nel 1912 aveva esposto al Salon des Indépendants e al Salon d’Automne.

Non era arrivato a Parigi per caso. All’inizio di quell’anno era stato infatti iniziato presso la loggia massonica tradizionale di Vitebsk, ancora attiva clandestinamente, nonostante in Russia la Massoneria fosse stata soppressa fin dal 1822 a causa delle idee “troppo liberali” che diffondeva e coltivava. Secondo qualcuno in verità avrebbe fatto parte non della massoneria tradizionale bensì dell’unica loggia ebraica del paese, la B’nai B’rith di Minks.

L’adesione ai principi romantici e non dogmatici, rivolti all’interiorità dell’uomo piuttosto che alla ricerca di un Dio trascendente, della massoneria sovietica gli impose di abbandonare la Russia, per luoghi in cui potesse esprimere più liberamente tali idee nella sua arte.

Sostò brevemente a Berlino ma… quale città poteva essere migliore di Parigi dove lavoravano e vivevano gli artisti più all’avanguardia?

Naturalizzato francese, le sue origini ebraiche l’avrebbero però allontanato dal suo destino per diversi anni durante la Seconda Guerra Mondiale. Fuggito di nascosto insieme all’adorata moglie riparò a Marsiglia nel 1940 e da qui poté raggiungere la Spagna, il Portogallo e successivamente partire per gli Stati Uniti.

Nel 1944 perse l’amore della sua vita, Bella, per un’infezione polmonare, che lo gettò una profonda depressione. Ne uscì soltanto due anni più tardi, una volta tornato in Francia e scelta la Provenza come nuova dimora, come già a molti altri artisti era toccato in destino di fare. La relazione con Virginia Haggard lo risollevò dalla prostrazione, lanciandolo in una nuova stagione espressiva fatta di colori brillanti e linee libere.

Di questo periodo avrebbe scritto, in perfetto “codice” massonico: “Tutto può cambiare nella vita e nell’arte e tutto viene trasformato quando diciamo la parola amore, una parola che in realtà è avvolta dal romanticismo. In questa parola amore è la vera arte, dove la mia tecnica è la mia religione. L’amore deve essere la base di politiche reali che porteranno la vera pace”.

È la stessa idea che esprimerà ancor più chiaramente all’inaugurazione del museo di Nizza che contiene le su celeberrime “Storie della Bibbia”, il primo dedicato a un artista ancora vivente: Forse in questa casa giungeranno giovani e meno giovani in cerca un ideale di fratellanza e di amore, come i miei colori e le mie linee l’hanno sognato. Forse, inoltre, pronunceranno le parole dell’amore che provo per tutti. […] E tutti, a qualunque religione appartengano, potranno venire a parlare di questo sogno, lontano dalla malvagità e l’eccitazione. È possibile questo sogno? Ma nell’arte come nella vita, tutto è possibile se, alla base, c’è l’amore“.

La sua prima residenza provenzale era stata un graziosa villa a Vence, cittadina che aveva poi omaggiato con un magnifico mosaico che ritrae Mosé salvato dalle acque, posto nella parrocchiale sopra il fonte battesimale.

Ma trascorrerà gli ultimi anni nel borgo fortificato di Saint-Paul-de-Vence. Il suo corpo riposa ancora fra le sue mura.

Francesco
Francesco Teruggi. Scrittore e ricercatore indipendente. Direttore delle collane "Malachite" e "Topazio" presso Giuliano Ladolfi Editore. Autore del saggio divulgativo "Il Graal e La Dea" (2012), del travel book "Deen Thaang - Il viaggiatore" (2014), dell'Ebook "Militum Christi - Templari, Cavalieri di Malta, ospitali, Madonne e sacralità antica tra novara e l'Ossola" (2014); co-autore del saggio "Mai Vivi Mai Morti". Presidente dell'Associazione Culturale triaSunt. Addetto Culturale S.O.G.IT - soccorso Ordine S. Giovanni Italia.
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