Picasso: l’irrequietezza e il mare

Picasso aveva conosciuto Magnelli a Parigi nel 1914. L’italiano amico dei futuristi era per la prima volta in visita alla capitale francese. Non si sarebbero più dimenticati l’uno dell’altro e avrebbero continuato a frequentarsi anche nel dopo guerra. Ogni volta che Magnelli tornava a Grasse, nella villa che gli aveva dato rifugio, passava a far visita all’amico cubista.

Diverse sono le fotografie che li ritraggono a mostre d’arte e in compagnia di altri artisti in Provenza, dalla personale della modernista Soshana Afroyim nel 1962, che Picasso aveva perfino ospitato a Valauris alle riprese del controverso “Le Testament d’Orphée” di Cocteau nel 1959 a Saint Jean Cap Ferrat in cui Picasso aveva un ruolo, un piccolo cammeo, all’incontro con Prevert e Verdet nel 1963 a Cannes.

Picasso è la Provenza orientale e la Provenza orientale è Picasso. Il geniale artista spagnolo era proprietario di ville a Cannes, a Antibes, a Vallauris, a Mougins e a Vauvenagues. Fu costretto a cambiare spesso residenza per non farsi inseguire da paparazzi e fans inopportuni, dicono. Ma più di tutto, probabilmente, era la sua irrequitezza a non lasciarlo mai fermo.

In visita all’amico Louis Fort a Golfe Juan nel 1946, il fotografo Michael Sima, che incontra sulla spiaggia quasi deserta, gli accenna al Castello Grimaldi di Antibes, in parte utilizzato come museo ma con grandi spazi ancora liberi. Rimane al secondo piano della rocca, che il curatore del museo gli concede, soltanto due mesi, da metà settembre a metà novembre, beneficiando però dell’immensa gioia che gli procurano il mare e il sole.

Ritrova simili sensazioni quando, trasferendosi nella cittadina di Vallauris si stabilisce nella sua nuova residenza “La Galloise”. Visitando la mostra annuale dei maestri vasai della zona, incontra fortunosamente Suzanne e Georges Ramié proprietari del laboratorio di ceramiche Madoura, i quali lo introducono alla ceramica e alla linografia. Più di quattromila saranno le opere realizzate con tali tecniche e coronate dalla creazione della “cappella della pace” nella chiesa duecentesca del castello di Vallauris, in cui dipinge “La Guerre et La Paix” nel 1947-48.

Nel suo peregrinare, nel 1955 Picasso approda a Cannes dove acquista “La Villa California”, dove può godere di una vista incomparabile sul golfo e sul mare verde azzurro che tanto ama. La quiete de luogo, un enorme edificio in marmo candido con ampie vetrate e uno spazioso giardino, lo induce a spostarvi il suo studio.

Qui Picasso “incontra la fotografia” e il lavoro del fotografo David Douglas Duncan, che lo ritrae per tutti gli anni a venire, lasciando la più interessante testimonianza visiva del lavoro e dell’arte dell’artista catalano.

L’impossibilità di vedere il mare, a causa di un nuovo edificio che si sta cominciando a costruire nel 1961 proprio davanti alla sua residenza, a obbligarlo ad un nuovo spostamento. Si ricorda la villa della famiglia Guinness, amici di cui varie volte era stato ospite a Mougins. Torna a visitarla e infine decide e la sceglie come sua ultima dimora. La acquista come dono di nozze per l’amata Jacqueline e vi si trasferisce.

Sente avvicinarsi la fine ma anche qui trova lo spirito giusto per proseguire nella sua immane e prolifera opera artistica. Tra le mura della villa, all’ombra dei cipressi del piccolo santuario di Notre Dame De Vie, Pablo Diego José Francisco de Paula Juan Nepomuceno María de los Remedios Cipriano de la Santísima Trinidad Ruiz y Picasso (questo il suo nome completo), lascia questo mondo nel 1973.

Francesco
Francesco Teruggi. Scrittore e ricercatore indipendente. Direttore delle collane "Malachite" e "Topazio" presso Giuliano Ladolfi Editore. Autore del saggio divulgativo "Il Graal e La Dea" (2012), del travel book "Deen Thaang - Il viaggiatore" (2014), dell'Ebook "Militum Christi - Templari, Cavalieri di Malta, ospitali, Madonne e sacralità antica tra novara e l'Ossola" (2014); co-autore del saggio "Mai Vivi Mai Morti". Presidente dell'Associazione Culturale triaSunt. Addetto Culturale S.O.G.IT - soccorso Ordine S. Giovanni Italia.
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