Renoir: colori e luci di Provenza

Renoir aveva conosciuto Cézanne a Parigi, ai tempi in cui l’artista di Aix studiava all’Académie de Suisse. Il ragazzo era promettente. L’avrebbe ritrovato anni dopo alla prima mostra del neonato movimento artistico degli Impressionisti allo studio fotografico Nadar.

Renoir non era tipo da starsene zitto e risparmiare attacchi ai colleghi di cui proprio non aveva stima. Van Gogh e Gaugin erano i suoi bersagli preferiti. Cézanne invece gli andava a genio.

Renoir e Cézanne avevano stili diversi. Il grande impressionista stendeva i colori con leggerezza, cercando di catturare l’atmosfera delle situazioni che ritraeva en plein air. Il suo giovane collega, al contrario era tutto struttura, pesantezza e ricerca di significati profondi.

Renoir non aveva con lui un rapporto amichevole di vera e propria complicità come con Modigliani, eppure capitava che s’incontrassero di tanto in tanto. Ma le cose sarebbero cambiate dopo il suo viaggio in Italia nel 1881. In quell’estate gli attriti all’interno del cenacolo artistico parigino si erano fatti insostenibili e Renoir era in piena crisi creativa. La sua arte non lo soddisfava più e mancava di una direzione chiara: “Verso il 1883 si produsse come una frattura nella mia arte. Ero arrivato al punto estremo con l’impressionismo e constatavo che non sapevo ne dipingere, ne disegnare, in una parola ero in un vicolo cieco”. Così aveva risolto di ricominciare dalla storia dell’arte, tornando a studiare i grandi pittori del passato.

Aveva viaggiato tra Venezia, Napoli e Roma. In ques’tultima era rimasto folgorato dalle creazioni di Raffaello, “mirabili per semplicità e grandezza”, piene di forme compatte e luce diffusa. Si era perciò convinto di essere sulla strada sbagliata e che fosse necessario un deciso ritorno al classicismo.

Ma, tra il dire e il fare, c’era un abisso. Come trasferire nei suoi dipinti quella compattezza di forme e quella luminosità diffusa che il grande pittore urbinate? Fu proprio una visita a Cézanne, l’amico di sempre, a offrirgli il prezioso spunto. L’artista di Aix si era provvisoriamente insediato nel piccolo porto di L’Estaque, dalle parti di Marsiglia, deciso a ritrarre il mare e quel particolare paesaggio.

La suggestione del luogo e della pittura di Cézanne, lo convinse a inserire finalmente lo studio della luce e del colore su strutture formali più solide, alla ricerca di una maggior sintesi e di armonie più chiare. Ancora non sapeva che la Provenza sarebbe diventata, suo malgrado, centrale nella sua vita.

Le precarie condizioni di salute avrebbero infatti costretto Renoir a trasferirsi nella Francia del sud nel 1908. Il quell’anno prese dimora in una residenza posta lungo il Chemin des Colettes a Cagnes-sur-mer, dove fece allestire anche il suo atelier. Il giardino di olivi ma anche le domestiche diventano i suoi soggetti preferiti e le sue muse e lo introducono per la prima volta a cimentarsi con la scultura, mezzo espressivo che diventerà la sua nuova passione.

I reumatismi ormai non gli danno più tregua. L’insoddisfazione per le sue creazioni neppure, nonostante i mercanti e appassionati che di continuo gli vengono a fargli visita. Alla problematica fisica trova una soluzione e non riuscendo più a tenere in mano il pennello, se lo lega direttamente al palmo di quella meno compromessa.

Alla sua sete di migliorare, di scoprire, di sperimentare, invece non esiste rimedio. Quando, esausto, cederà alle lusinghe della trista mietitrice nel 1919, sul letto di morte, poco prima di spirare ammetterà: “forse comincio a capire qualcosa”.

Francesco
Francesco Teruggi. Scrittore e ricercatore indipendente. Direttore delle collane "Malachite" e "Topazio" presso Giuliano Ladolfi Editore. Autore del saggio divulgativo "Il Graal e La Dea" (2012), del travel book "Deen Thaang - Il viaggiatore" (2014), dell'Ebook "Militum Christi - Templari, Cavalieri di Malta, ospitali, Madonne e sacralità antica tra novara e l'Ossola" (2014); co-autore del saggio "Mai Vivi Mai Morti". Presidente dell'Associazione Culturale triaSunt. Addetto Culturale S.O.G.IT - soccorso Ordine S. Giovanni Italia.
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