Ricordando il grande Freddie

Ricordando il grande Freddie

Era il 5 settembre 1946, esattamente settant’anni fa. Nella cittadina di Stone Town, sull’isola africana di Zanzibar, nasceva Farrokh Bulsara, che anni dopo si fece conoscere come Freddie Mercury  e divenne il più grande cantante e compositore rock di sempre.

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Abbiamo cercato la casa dove Freddie trascorse i primi sette anni di vita: è situata su una piazza nella parte vecchia di Stone Town, pur essendo un edificio dalle linee abbastanza moderne. Oggi è abitata da un dentista e pertanto non si può visitare: all’esterno c’è solo un cartello in legno (posto tra orrendi apparecchi di condizionamento) che la designa come casa di Mercury, e ai lati della porta fotografie e articoli che celebrano l’illustre concittadino. Tutto qui, e non sembra che gli abitanti del luogo ne siano particolarmente orgogliosi. Anche perché, contrariamente a quanto si crede, Freddie non era musulmano come invece lo è la quasi totalità della popolazione di Zanzibar.

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La sua famiglia ( il padre era un funzionario della corona britannica) era di stirpe parsi e di religione zoroastriana, che è una antichissima religione persiana che nulla ha a che fare con l’Islam. Anche i suoi funerali furono celebrati da un sacerdote zoroastriano.
Dalla sua appartenenza alla stirpe etnica parsi ebbe in dote, secondo studi scientifici inglesi pubblicati su una importante rivista, una voce con caratteristiche assolutamente particolari: estensione vocale di quattro ottavi, uso delle subarmoniche (tecnica propria di alcuni canti etnici), corde vocali che si muovevano ad una velocità molto superiore alla media.

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Divennero famosissimi i suoi concerti con i Queen: ricordiamo solo i due al Wembley Stadium di Londra (11 e 12 luglio 1986) davanti a 70.000 spettatori e durante i quali Mercury indossò la famosa giacca gialla, immortalata anche in un francobollo. L’ultima esibizione la tenne il 9 agosto 1986 davanti a 120.000 spettatori.

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Freddie era ammalato di AIDS, ma tenne sempre segreta la sua malattia, anche se il suo fisico era sempre più debole. Il 23 novembre 1991 consegnò alla stampa un comunicato che svelava la malattia con queste parole:
…Desidero confermare che sono risultato positivo al virus dell’ HIV e di aver contratto l’AIDS.
          …è arrivato il momento che i miei amici e i  miei fan in tutto il mondo conoscano la verità  e
          spero che tutti si uniranno a me, ai dottori che mi seguono e a quelli del mondo intero nella
          lotta contro questa terribile malattia.

Alle 18:48 del 24 novembre 1991 morì a  Londra all’età di  45 anni.

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Sei mesi dopo fu tenuto un concerto di beneficenza in suo onore, il Freddie Mercury Tribute Concert: trasmesso in tutto il mondo in televisione, fu visto da un miliardo di persone.

Pietro
Laureato in ingegneria meccanica al Politecnico di Torino, per parecchi anni è stato dirigente di azienda. In seguito ha messo a frutto la sua passione per i viaggi divenendo imprenditore nel settore del turismo. Ha visitato molti paesi per lavoro e per diletto. Ritiratosi da ogni attività, coltiva tuttora la passione per i viaggi e per la scrittura.
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Yuri
Yuri Minghini è uno fotografo e stage photographer professionista. Si occupa soprattutto di fotografia musicale. E' fotografo ufficiale di: Vision Divine, Roberto Tiranti, Fabio Lione,Tommy Vitali e Nightglow. Ha fotografato artisti heavy metal di fama mondiale come White Skull, Jon Oliva (ex savatage), John Corabi e Therion.
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