Storie olimpiche (1): Il primo novarese alle Olimpiadi

Le quarte Olimpiadi dell’ età moderna si tennero a Londra nel 1908 e in Italia si ricordano ancora per la grande e sfortunata impresa del maratoneta Dorando Petri.

Ma tra i 2008 atleti di 22 nazioni che gareggiarrono 108 anni fa ce ne fu uno, sconosciuto a molti, che per noi è  particolarmente importante: Umberto Barozzi, il primo olimpionico novarese, che corse proprio nella gara divenuta simbolo dei Giochi, i 100 metri piani di atletica leggera. Narrare la sua avventurosa vita sportiva è  anche scoprire un mondo completamente diverso da quello dello sport ricchissimo, e dopato, di oggi.

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Umberto Barozzi era nato a Ivrea nel 1881 ma la sua famiglia era di Novara e qui visse sempre fino alla morte (è sepolto nel cimitero cittadino). Umberto, che di mestiere faceva l’usciere al Tribunale di Novara, era uno sportivo eclettico  e praticò il calcio, la ginnastica, la scherma, il sollevamento pesi ma gli piaceva soprattutto la corsa veloce. È in questa ultima specialità che riesce ad eccellere  tanto da divenire campione italiano nei 100 metri nel 1906 e nei due anni seguenti.

Lo chiamano “diavolo nero” perché porta sempre maglioni scuri; segue una ferrea dieta e si concede come lusso solo il fumo dei suoi amati sigari. Stabilisce il record sulla distanza con il tempo di 11 secondi e due quinti, e riesce così ad entrare nella squadra dei 13 rappresentanti dell’atletica leggera italiana alle Olimpiadi di Londra.

Andare a Londra un secolo fa era un viaggio inimmaginabile per l’impiegato del Tribunale e infatti non mancarono curiosi contrattempi. La Federazione italiana paga la trasferta in treno, gli organizzatori inglesi pagano il soggiorno, ma mancano i soldi per il traghetto Calais – Dover e per le piccole spese. Interviene allora la Società Ginnastica e Scherma, che organizza tre serate danzanti e con tombole e lotterie raccoglie quanto basta per far partire tranquillo il Barozzi. Davvero altri tempi!

A Londra Umberto ha una spiacevole sorpresa: gli altri atleti hanno scarpette chiodate, lui scarpette di cuoio lucido senza appoggi… per fortuna ha un amico che riesce a fargliele!

Londra 1908, finale 100 metri piani (foto: wikipedia.org)

Londra 1908, finale 100 metri piani
(foto: wikipedia.org)

Ci sono 60 atleti il 20 luglio 1908 al White Stadium di Londra nelle batterie dei 100 metri. Umberto è nella settima. Parte male, recupera e arriva quarto con il tempo di 11 secondi e sei decimi: eliminato. Per la cronaca il titolo olimpico è vinto da un sudafricano.

Tre giorni dopo Barozzi scende in pista per le batterie dei 200 metri. Arriva buon secondo nella sua, ma solo il primo di ogni batteria è  ammesso alle semifinali.

Olimpiadi finite e il nostro Umberto torna a casa.

Alla stazione di Novara è accolto da migliaia di concittadini esultanti come se avesse vinto l’oro e per settimane si susseguono feste e balli per celebrare il primo novarese alle Olimpiadi.
Umberto Barozzi muore ancora giovane, a 48 anni nel 1929, per le conseguenze di una caduta da cavallo.

Nei prossimi post vi narreremo  della prima medaglia d’oro vinta da un novarese e anche del primo atleta del Verbano alle Olimpiadi.

Pietro
Laureato in ingegneria meccanica al Politecnico di Torino, per parecchi anni è stato dirigente di azienda. In seguito ha messo a frutto la sua passione per i viaggi divenendo imprenditore nel settore del turismo. Ha visitato molti paesi per lavoro e per diletto. Ritiratosi da ogni attività, coltiva tuttora la passione per i viaggi e per la scrittura.
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