Storiella per il nuovo anno

Inizia un nuovo anno, siamo tutti un po’ più buoni e pieni di buoni propositi. Tra i tanti regali e regalati che avete fatto o ricevuto, questa sera ve ne faccio uno anch’io: un breve racconto, semplice e vero. É  un episodio realmente accaduto, in cui non c’è niente di esagerato o falso, ma i fatti avvennero veramente come ve li racconterò.
Ho un amico, ci conosciamo da quando eravamo bambini, e con il quale mi piace chiacchierare a lungo, magari al bar davanti a un buon caffè, come si addice a due pensionati. Si chiama Luigi, è  stato un importante direttore di una grande azienda pubblica e molti anni fa, subito dopo aver conseguito il diploma di ragioniere e prima di affrontare il corso universitario, prese una decisione per quei tempi coraggiosa e singolare (eravamo alla fine degli anni 1950); decise di trascorrere qualche anno a lavorare all’ estero per imparare le lingue.

Fonte: Wikipedia

Questo è il suo racconto.
Fui assunto, grazie ad un compaesano che vi lavorava, come cameriere al ristorante del Palace Hotel di Montreaux, uno dei più  prestigiosi alberghi della Svizzera. Essendo il più  giovane, ero sempre l’ultimo a lasciare la sala alla sera. Tra i tanti clienti vi era una coppia che più  volte alla settimana arrivava a cena:un uomo alto, distinto, elegante, con un poco di pinguedine, e la moglie piccola, carina e molto più giovane. Erano sempre soli e consumavano il pasto in silenzio. Arrivavano tardi e per questo erano sempre gli ultimi a lasciare il ristorante. Fu così che cominciammo sera dopo sera a colloquiare e le nostre estemporanee conversazioni finirono col  divenire vere e proprie chiacchierate, talvolta anche accompagnate da un bicchierino di cognac che mi offriva. Mi chiedeva del mio paese, della mia vita, della storia della mia famiglia, quasi volesse costruire un racconto su di me. Parlava bene il francese, anche se si capiva che non era la sua madre lingua. La moglie non interveniva mai e se ne stava silenziosa. Poi, in estate, non vennero più. Si ripresentarono a settembre e mi confidarono di aver voluto evitare i troppi turisti che a luglio ed agosto riempivano il ristorante. Avevano preferito rimanere nella loro villa di Vevey.  Riprendemmo le nostre chiacchierate notturne, ma non fu per molto perché il mio contratto terminò ed io mi trasferii  in Germania a Baden Baden. Mi ricordo ancora che durante le nostre lunghe conversazioni, mentre parlava o ascoltava, schizzava sui fogli del menu disegni ed immagini, quasi volesse costruire con la matita le storie che gli raccontavo. Non ho mai tenuto nulla di quei suoi disegni, e di ciò mi pento. Quel signore simpatico, gentile e curioso, in compagnia del quale trascorsi molte ore, era il grande Charlie Chaplin“.

Fonte: Wikipedia

Pietro
Laureato in ingegneria meccanica al Politecnico di Torino, per parecchi anni è stato dirigente di azienda. In seguito ha messo a frutto la sua passione per i viaggi divenendo imprenditore nel settore del turismo. Ha visitato molti paesi per lavoro e per diletto. Ritiratosi da ogni attività, coltiva tuttora la passione per i viaggi e per la scrittura.
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