I CAVALIERI DI SAN GIOVANNI E L’EREDITÀ TEMPLARE (seconda parte)

Durante la permanenza a Poitiers, intanto, il papa viene raggiunto anche dal Gran Maestro dei Cavalieri di San Giovanni, Foulques de Villaret, che gli sottopone privatamente il progetto di attacco e invasione dell’Isola di Rodi, occupata dai bizantini musulmani, grazie ad una proficua alleanza con il corsaro genovese Vignolo Vignoli. Per gli Ospitalieri l’isola avrebbe potuto diventare una nuova patria, in sostituzione di Cipro presso la quale l’Ordine era ormai compromesso, mentre per la Chiesa sarebbe stata la prima azione della nuova crociata che da tempo si attendeva e invocava.

L’approvazione papale viene ottenuta con facilità e con essa le navi necessarie (fornite da Genovesi e Siciliani) e un gran numero di signori e vassalli che accorrono per partecipare non appena la notizia si sparge, rimpinguando il contingente Ospitaliero.

Forse, è proprio a margine dei colloqui tra il Gran Maestro e il Pontefice che prende forma il progetto di accorpare forzatamente i Templari, ormai irrimediabilmente compromessi, ai Giovanniti, strappandoli alle mire del sovrano francese e riaffermando una volta per tutte il primato della Chiesa che Filippo IV stava cercando di scardinare. In cambio di ciò e della loro piena sottomissione al Papa, i Cavalieri di San Giovanni avrebbero a loro volta ottenuto non soltanto una nuova patria, ma anche i beni necessari a rimpinguare le loro magre finanze. Provvidenzialmente, la conquista di Rodi li avrebbe infine tenuti ben lontani dalle oscure trame che sarebbero state ordite contro i Templari.

Forte di questi risultati, il 12 agosto 1308, Clemente V fa dunque recapitare 432 nuove lettere. La reprimenda contenuta nelle missive, secondo cui il Pontefice e soltanto lui ha l’autorità per giudicare i capi dell’Ordine Templare, è il primo passo per la realizzazione del suo rischioso progetto.

Poco dopo, il 17-20 agosto dello stesso anno, viene redatta, per ordine dello stesso Clemente V, la Pergamena di Chinon, riscoperta nella sua interezza soltanto nel 2001, con cui il Gran Maestro templare e i maggiorenti dell’Ordine vengono prosciolti da ogni accusa e riabilitati.

La sorte dei Cavalieri, che è dunque soltanto l’ennesimo terreno di scontro fra il potere spirituale e quello secolare, grazie a questa inattesa presa di posizione pontificia rimane sospesa per i due anni successivi, lasciando all’Ordine il tempo per cominciare ad organizzare la propria difesa presso i tribunali.

Nel mese di Settembre del 1308 la nuova flotta giovannita appena costituitasi, salpa da Brindisi per raggiungere Rodi. Soltanto nel 1309 i Cavalieri hanno ragione degli isolani. Non appena insediati i vessilli con la croce a otto punte vengono fatti sventolare da tutti i bastioni e vengono intrapresi i lavori per la costruzione di un grande hospitale.

L’anno seguente, Rodi viene attaccata e assediata dal governatore della Bitinia e futuro Sultano, Osman, che viene poi respinto grazie all’intervento delle navi di Amedeo V di Savoia e di Filippo I di Piemonte

Intanto la situazione incerta perdurante intorno ai Templari precipita. Il monarca francese, la cui posizione si fa sempre più critica, non intende desistere. Il papa, altrettanto deciso a perseguire gli alti scopi che si è prefisso, è però ormai troppo esposto. Le voci sulle turpi usanze dei Poveri Cavalieri di Cristo, grazie anche alle manipolazioni che verosimilmente vengono perpetrate, dilagano e sono sulla bocca di tutti. Da molte parti si levano richieste di condanna. Il tempo stringe.

Improvvisamente, il 10 maggio 1310, il Concilio Provinciale indetto dal nuovo vescovo di Sens, appena eletto ed evidentemente in combutta con Filippo IV, condanna al rogo 54 dei Templari arrestati nel 1307. La pena viene sospesa soltanto per Jacques de Molay e per i maggiorenti dell’Ordine, in ottemperanza a quanto promulgato nelle lettere papali del 1308. La sentenza viene eseguita in tutta fretta due giorni dopo e la reazione del pontefice, colto alla sprovvista, è tardiva. L’evento inatteso rallenta ulteriormente il lavoro delle commissioni, già in affanno a causa delle pressioni esercitate sia dalla corona che dal papato e il Concilio viene perciò spostato all’anno seguente.


Testo e fotografie di Francesco Teruggi

Francesco
Francesco Teruggi. Scrittore e ricercatore indipendente. Direttore delle collane "Malachite" e "Topazio" presso Giuliano Ladolfi Editore. Autore del saggio divulgativo "Il Graal e La Dea" (2012), del travel book "Deen Thaang - Il viaggiatore" (2014), dell'Ebook "Militum Christi - Templari, Cavalieri di Malta, ospitali, Madonne e sacralità antica tra novara e l'Ossola" (2014); co-autore del saggio "Mai Vivi Mai Morti". Presidente dell'Associazione Culturale triaSunt. Addetto Culturale S.O.G.IT - soccorso Ordine S. Giovanni Italia.
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