Rodi o del Colosso

Quando si nomina Rodi, il primo pensiero va sempre al celebre e quasi mitico Colosso, meraviglia dell’antichità. Per l’esattezza è una delle sette meraviglie del mondo antico nonché una delle sei scomparse. L’unica ancora esistente è infatti la Grande Piramide egiziana.

il suo ricordo ne fa ancora oggi il simbolo dell’isola. Circondata di placide insenature e di spiagge per lo più ghiaiose, bagnate da acque cristalline e fresche, Rodi è uno dei gioielli dell’Egeo. Vivace, ma con angoli tranquilli, brulla lungo le coste, ma con valli verdeggianti nell’interno, era un pezzo di Grecia che non potevo assolutamente perdermi.

RodiGerusYuri5Cominciai dalla città, dalla piccola capitale. Una capatina per vedere da vicino i due moli, ora sorvegliati da due cervidi di bronzo montati su colonne candide, su cui pare si alzasse il colosso, era d’obbligo, ma ora mi attendeva la cittadella, con le sue vie strette, che si alzava oltre la foresta di alberi e di gomene delle barche, ormeggiate nel porto. Fu eretta nel XIV secolo dai Cavalieri dell’ordine dell’Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme, più noti come Ospitalieri. Erano, insieme ai Templari, il più potente ordine cavalleresco di Terra Santa. Con la caduta del regno di Gerusalemme, nel 1187, furono costretti a riparare dapprima a San Giovanni d’Acri e poi a Cipro dove rimasero a lungo. All’inizio del 1300 scelsero Rodi come sede del loro nuovo dominio temporale. Conquistarono Rodi nel 1307 e cambiarono nome, facendosi chiamare Cavalieri di Rodi. Nella capitale, ora nelle loro mani, edificarono la splendida cittadella che è ancora possibile ammirare oggi.

RodiGerusYuri4Mentre camminavo lungo il selciato dell’antica Odos Ippoton, la Via dei Cavalieri, dove si affacciavano gli «alberghi delle lingue», il pensiero andava a come doveva essere all’epoca: un viavai di cavalli e di soldati in cotta di maglia e un clangore continuo d’armi e di voci dissonanti. A Rodi i cavalieri dell’ordine venivano suddivisi secondo la terra d’origine in appositi «alberghi», per favorire la comunicazione e il rispetto delle eventuali usanze. Con lo stesso criterio veniva offerto alloggio anche ai pellegrini in transito verso la Città Santa, l’agognata Gerusalemme.

RodiGerusYuri3Mentre passeggiavo lungo la strada, lasciandomi alle spalle i palazzi che, ancora, portano il nome originario, raggiunsi il maestoso portale gotico ricavato tra il Palazzo del Gran Maestro e la recente chiesa dell’Annunciazione, costruita sulla perduta chiesa di San Giovanni di cui, forse, ricalca la pianta.

RodiGerusYuri2In pieno giorno, con il cielo del più intenso dei blu e il sole radioso che arroventa la pietra dorata con cui l’intera città fortificata è stata costruita, non è certamente possibile intuire, neppur fugacemente, l’atmosfera di quel tempo lontano. Ma quando cala la sera e le vie sono meno frequentate, quando i pochi mezzi a motore autorizzati cessano di percorrere le strade antiche, le ombre che si allungano sui muri e dietro gli angoli paiono ancora avere la forma di quelle degli antichi cavalieri e il rumore dei passi si fa più simile a quello delle zampe fasciate dei cavalli bardati per la guerra.

RodiGerusYuri6La parte più greca comincia invece fuori città, nelle rare zone rurali o meglio ancora un poco più a sud, dopo diverse decine di chilometri di litoranea fiancheggiati da grandi alberghi e complessi di ogni genere. Quando la raggiunsi, la sonnecchiosa Lindos mi sembrò quasi un miraggio, in una moderna destinazione turistica come Rodi. La cascata di casette immacolate dai tetti bassi e piatti che scende fino alla baia piccola e sabbiosa fu una gioia per gli occhi, in quella strana accoppiata con la possente acropoli che la cinge su un lato, alta e inespugnabile.

RodiGerusYuri1Decisi di salire subito sulla collina fortificata, affrontando a piedi la salita fino alle mura esterne. Ci volle pazienza per avere ragione di quella rampa, invasa di turisti in cammino o sul dorso degli asini comprensibilmente svogliati e stanchi, ma alla fine ne ebbi ragione. Qui, lo spazio interno è dominato dal venerato Tempio dorico di Atena Lidia e dal Castello, seconda postazione isolana dei Cavalieri di Rodi.

Come per una strana alchimia, il commercio, il turismo, la bellezza architettonica e la tradizione riescono ancora a convivere in armonia, in un equilibrio che, pur precario e sempre in bilico tra esigenze contrapposte, sembra reggere alla modernità che avanza sull’isola.

Francesco
Francesco Teruggi. Scrittore e ricercatore indipendente. Direttore delle collane "Malachite" e "Topazio" presso Giuliano Ladolfi Editore. Autore del saggio divulgativo "Il Graal e La Dea" (2012), del travel book "Deen Thaang - Il viaggiatore" (2014), dell'Ebook "Militum Christi - Templari, Cavalieri di Malta, ospitali, Madonne e sacralità antica tra novara e l'Ossola" (2014); co-autore del saggio "Mai Vivi Mai Morti". Presidente dell'Associazione Culturale triaSunt. Addetto Culturale S.O.G.IT - soccorso Ordine S. Giovanni Italia.
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